Da tre settimane a questa parte chi segue l’AI per lavoro ha visto uscire due modelli di punta a distanza ravvicinata: GPT-6 Astra di OpenAI il 3 settembre 2026 e Claude Opus 5.5 di Anthropic il 22 settembre 2026. Chi ha letto entrambi i pezzi sa già quali numeri porta ciascuno: Astra riduce drasticamente il tempo per completare un compito dentro un computer, Opus 5.5 costa il 40% in meno del suo predecessore con prestazioni quasi equivalenti a Claude Fable 5.1.
Il confronto diretto tra i due, però, di solito si ferma qui: chi vince più benchmark. Per chi segue siti, e-commerce e consulenza digitale la domanda che conta è un’altra: quale dei due, oggi, ha senso usare per il tipo di lavoro che fai ogni giorno.
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Perché il confronto sui benchmark non basta per decidere
Circolano già decine di confronti tecnici tra Astra e Opus 5.5, quasi tutti costruiti sullo stesso schema: una tabella di punteggi, un vincitore per categoria, una chiusura generica su “dipende dalle tue esigenze”. Il problema di quello schema è che tratta i due modelli come se competessero sullo stesso terreno, mentre OpenAI e Anthropic li hanno ottimizzati per cose diverse. Astra ha il suo salto più netto nel computer use, la capacità di un modello di muoversi da solo dentro un computer aprendo programmi, compilando moduli o navigando un sito: nel benchmark OSWorld 2.0 completa il 72,6% dei task in circa 40 minuti, contro il 65,7% in 75 minuti del modello precedente.
Opus 5.5 il suo lo fa segnare su Terminal-Bench 4.0, il test che misura compiti di programmazione affidati a un agente che lavora da solo per più passaggi: 66,4% contro il 55,8% di Fable 5.1. Un modello ottimizzato per muoversi dentro le app e uno ottimizzato per scrivere ed eseguire codice non stanno rispondendo alla stessa domanda, e infilarli nella stessa tabella nasconde più di quanto chiarisca.
Quando conviene Astra: automazioni che devono muoversi dentro un altro programma
Se il lavoro è far compilare a un agente un modulo sul sito di un fornitore, aggiornare un CRM (il software dove un’azienda tiene lo storico dei propri clienti) dopo ogni chiamata commerciale, o raccogliere dati da più pagine per una ricerca sulla concorrenza di un cliente e-commerce, Astra parte avvantaggiato per un motivo preciso: OpenAI dichiara che nei test di comportamento ha superato gli obiettivi autorizzati nello 0% dei casi, contro il 48% del modello precedente.
Su un’automazione che opera senza supervisione diretta a ogni passaggio, questo conta più della velocità: è la differenza tra un agente che resta dentro il perimetro che gli hai dato e uno che, quasi una volta su due, va oltre quello che gli era stato chiesto. Su Mind2Web, altro benchmark dello stesso ambito, Astra porta a termine un compito 1,9 volte più veloce del modello precedente: per un’automazione che deve girare tutti i giorni su decine di pagine diverse, quel tempo si traduce in un costo orario più basso, non solo in un numero da benchmark.
Quando conviene Opus 5.5: scrivere codice, sviluppare un sito, produrre grandi volumi di testo
Se invece il compito è sviluppare o modificare un sito, scrivere script per automatizzare un flusso interno, o generare in serie descrizioni prodotto per un catalogo e-commerce, il vantaggio si sposta su Opus 5.5, e qui il motivo è tanto tecnico quanto economico. Via API (l’interfaccia con cui un programma, non una persona, comunica con il modello), il prezzo di Opus 5.5 è di 4 dollari per milione di token in input e 20 in output, contro i 10 e 50 dollari di Astra: più della metà in meno, su un compito che spesso si ripete decine o centinaia di volte al giorno dentro un’automazione.
Le letture dalla cache (la copia temporanea di un testo già inviato, che il modello può rileggere senza ricalcolarlo) costano poi solo 0,20 dollari, un dettaglio che pesa parecchio quando lo stesso prompt di sistema viene riusato su ogni chiamata di uno script. A parità di qualità del risultato finale su un compito di scrittura o programmazione, il conto in bolletta a fine mese fa la differenza tra un’automazione che si ripaga e una che resta un esperimento.
Per scrivere codice conviene ancora guardare il prezzo prima di tutto
Chi cerca online “meglio Claude o ChatGPT per programmare” (una delle ricerche più frequenti quando si confrontano i due assistenti) di solito si aspetta un verdetto assoluto, ma qui la risposta cambia in base a un dettaglio pratico spesso ignorato: quanto è ripetitivo il compito. Su un progetto singolo, scritto una volta e rivisto a mano, la differenza di prezzo tra i due modelli pesa poco rispetto alla qualità del risultato, e allora conviene scegliere in base a quale dei due gestisce meglio lo stack tecnico specifico che stai usando. Su un’automazione che gira ogni giorno, invece, anche una differenza di pochi centesimi per chiamata si moltiplica in fretta, ed è lì che il taglio di prezzo di Opus 5.5 smette di essere un dettaglio e diventa il criterio che decide.
Il limite di Opus 5.5 che riguarda chi offre sicurezza informatica ai clienti
C’è un caso specifico in cui la scelta tra i due modelli non è più solo una questione di prezzo o di prestazioni: Anthropic reindirizza in automatico al modello precedente Opus 4.8 le richieste di cybersecurity che vanno oltre la semplice correzione di un bug, riservando l’accesso completo a Opus 5.5 su questi temi a chi fa parte di un programma di verifica professionale ampliato. Per chi tra i clienti chiede di costruire uno strumento legato alla sicurezza di un sito, come uno scanner di vulnerabilità WordPress o un controllo automatico sulle dipendenze di un plugin, questo significa che Opus 5.5 potrebbe non essere accessibile su quella richiesta specifica senza un accesso verificato. GPT-6 Astra, al momento, non ha una restrizione dichiarata equivalente su questo tipo di compito: un dettaglio che vale la pena tenere a mente proprio per chi, tra i servizi offerti, include già la manutenzione e la sicurezza di siti WordPress.
Come sto scegliendo tra i due nei progetti che sto seguendo adesso
Nei progetti che seguo oggi la scelta si è stabilizzata su un criterio semplice, non su un modello unico da usare sempre: quando l’agente deve muoversi dentro un sito o un programma di un cliente, uso Astra, perché il dato sullo 0% di comportamenti fuori perimetro pesa più di ogni altro numero quando il compito gira senza supervisione diretta. Quando il lavoro è scrivere o modificare codice, generare contenuto in volume o alimentare un’automazione che gira più volte al giorno, uso Opus 5.5, perché il taglio di prezzo del 40% si traduce in un margine che si vede a fine mese su ogni progetto che lo usa in modo ripetuto.
Chi segue un solo cliente alla volta può permettersi di scegliere caso per caso; chi ha più progetti in corso, come càpita a chi segue siti, e-commerce e automazioni per più clienti insieme, guadagna di più a fissare questo criterio una volta e applicarlo, invece di rivalutare da capo a ogni nuovo compito quale dei due assistenti aprire.